Hado Sviluppo

Come verifichiamo le notizie prima di pubblicarle

Le varianti ai piani regolatori, i cantieri delle opere pubbliche, le ordinanze sulla qualità dell'aria: dietro ogni articolo c'è un lavoro di riscontro su atti depositati, delibere e dati dei gestori. Qui spieghiamo con quali criteri scegliamo le fonti e cosa facciamo quando un'informazione non regge.

Chi firma il lavoro sul campo

Redazioni locali, comitati civici, università e amministrazioni che ci aprono archivi, sedute consiliari e cantieri. I rapporti sono verificabili: ogni nome corrisponde a un accordo di collaborazione editoriale o a una convenzione di monitoraggio attiva.

Osservatorio Urbanistico dell'Hinterland

Rete di corrispondenti che segue le varianti ai piani regolatori nei comuni di prima e seconda cintura. Ci passa verbali delle commissioni e osservazioni depositate dai comitati di quartiere.

Dipartimento di Ingegneria Civile, Politecnico di Torino

Collaborazione sulle campagne di misurazione delle isole di calore urbano. I dati grezzi delle centraline vengono pubblicati accanto ai nostri reportage estivi.

Forum Acqua Pubblica Mezzogiorno

Coordinamento di inchieste sulle dispersioni idriche nelle reti di Bari, Catania e Palermo. Fornisce accesso ai bilanci dei gestori e ai cronoprogrammi dei cantieri.

ARPA territoriale, sezione aria e clima

Convenzione per l'uso dei dati di monitoraggio qualità dell'aria nelle grandi aree metropolitane. Le serie storiche vengono citate nei nostri approfondimenti sulle opere pubbliche.

Coordinamento Comitati Verde Urbano

Tavolo permanente con i gruppi civici che seguono i piani di forestazione urbana finanziati dal PNRR. Segnalano ritardi nella piantumazione e criticità sulla manutenzione degli alberi nuovi.

Ordine dei Giornalisti, gruppo cronaca ambientale

Adesione al gruppo di lavoro sulla formazione continua in giornalismo d'inchiesta ambientale. Scambio di metodologie su accesso agli atti e verifica delle fonti istituzionali.

Prima di decidere, guarda come lavoriamo

Verifica dei fatti, correzioni pubbliche, nessuna notizia costruita a tavolino.

Se segui le trasformazioni di un quartiere o di una rete idrica, sai che una cifra sbagliata o una data approssimativa cambiano il senso di tutto. Per questo pubblichiamo le fonti, teniamo traccia delle rettifiche e rispondiamo a chi ci segnala un errore. Le nostre verifiche su piani regolatori, cantieri e dispersioni idriche restano consultabili anche a distanza di mesi.

Scrivici una segnalazione
Corrispondenti sul posto, non desk remoti

Seguiamo le sedute consiliari di Rho, Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo con cronisti che vivono nei territori. Conoscono i nomi dei tecnici comunali, sanno quando una variante al piano regolatore viene depositata di venerdì pomeriggio per ridurre l'attenzione pubblica. Questa familiarità con i luoghi è la differenza tra un comunicato riscritto e una notizia verificata.

Dati dei gestori, non stime di comodo

Sulle dispersioni idriche di Bari, Catania e Palermo non ci accontentiamo delle percentuali comunicate a bilancio. Incrociamo i dati dei gestori con le relazioni annuali ARERA e con i rilievi dei comitati civici. Quando i numeri non tornano, lo scriviamo e chiediamo conto delle differenze agli uffici competenti.

Inchieste che restano aperte

Un articolo sulle isole di calore a Torino o Bologna non si chiude con la pubblicazione. Torniamo sui cantieri della forestazione urbana mesi dopo, per vedere se gli alberi promessi dal PNRR sono stati piantati e chi ne cura la manutenzione. Il seguito di un'inchiesta è spesso la parte più utile per chi amministra.

Nessun numero gonfiato per fare audience

Non pubblichiamo metriche di lettura, classifiche di comuni virtuosi o graduatorie costruite a tavolino. Preferiamo dire che una rete fognaria non regge l'aumento di volumetrie previsto, anche se questo non fa notizia come un primato. La credibilità di un settimanale sul territorio si costruisce così, articolo dopo articolo.

Accesso agli atti come metodo

Buona parte del nostro lavoro passa da richieste di accesso documentale, istanze FOIA e consultazione degli albi pretori. Non è una scorciatoia: è il modo per far emergere pareri tecnici che altrimenti restano negli archivi. Quando un'amministrazione risponde con ritardo, lo documentiamo.

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